Conti correnti: movimenti, cosa controllato realmente da Agenzia Entrate. E soluzioni

Ci sono alcuni suggerimenti per mettersi al riparo da facili accertamenti del Fisco e ai controlli più stretti in seguito all'istituzione dell'Anagrafe dei conti correnti bancari o postali.

Che cosa controlla l'Agenzia delle Entrate sui conti correnti, quali movimento prima di intraprendere un controllo e un accertamento fiscale? E fino a che punto possono essere controllati i conti correnti? Ecco una serie di risposta basate anche sulle nuova normativa aggiornata e le regole interne dell'Agenzia delle Entrate.

La lente di ingrandimento dell'Agenzia delle entrate sugli spostamenti di denaro riguarda ogni aspetto, inclusi i bonifici. Ogni aspetto passa sotto le maglie dei controlli per individuare irregolarità ovvero il rischio che il contribuente produca redditi sconosciuti al Fisco. I dati sulle movimentazioni, i saldi, le giacenze e altri elementi essenziali di conti correnti, depositi e investimenti dei contribuenti italiani, comprese le cassette di sicurezza e le carte di pagamento sono a disposizione delle Entrate. Un flusso di informazioni stimato in circa 500 milioni di dati. Il concetto chiave è quello di analisi del rischio ovvero la valutazione che l'Agenzia delle entrate svolge sulle informazioni periodicamente comunicate dagli intermediari finanziari all'archivio dei rapporti, per individuare elementi e circostanze che possano far presumere una possibile evasione di imposta da parte dei contribuenti, secondo criteri definiti annualmente dalla stessa amministrazione.

Bonifici, movimenti e giacenza media

Per individuare le posizioni a rischio, l'Agenzia delle entrate analizza, a livello centrale e attraverso degli algoritmi, le informazioni su saldi iniziali e finali di conti correnti e conti deposito titoli, nonché i valori medi di giacenza dei conti. Per giacenza media annua si intende l'importo medio delle somme a credito del cliente in un dato periodo ragguagliato ad un anno. Il calcolo della giacenza media annua si determina dividendo la somma delle giacenze giornaliere per 365, indipendentemente dal numero di giorni in cui il deposito o il conto risulta attivo. Per giacenze giornaliere si intendono i saldi giornalieri per valuta. Alla base di questa stretta c'è l'introduzione dell'obbligo per gli operatori finanziari di comunicare all'Anagrafe tributaria le informazioni sui saldi e sulle movimentazioni dei rapporti attivi. Cosa viene passato al setaccio dei controlli?

  1. Conto corrente ovvero saldo contabile alla data di fine anno precedente e alla data di fine anno, importo totale degli accrediti e degli addebiti effettuati nell'anno, importo giacenza media annua
  2. Conto deposito titoli e/o obbligazioni ovvero Controvalore dei titoli rilevato contabilmente alla data di fine anno precedente e alla data di fine anno (come da estratto conto), importo totale degli acquisti di titoli, fondi effettuati nell'anno, esclusi i rinnovi, importo totale dei disinvestimenti effettuati nell'anno
  3. Conto deposito a risparmio libero o vincolato ovvero saldo contabile alla data di fine anno precedente e alla data di fine anno, importo totale degli accrediti e degli addebiti effettuati nell'anno, importo giacenza media annua
  4. Gestione collettiva del risparmio ovvero ammontare del contratto di gestione alla data di fine anno precedente e alla data di fine anno, importo totale delle sottoscrizioni e dei rimborsi di quote
  5. Gestione patrimoniale
  6. Certificati di deposito e buoni fruttiferi
  7. Portafoglio
  8. Conto terzi individuale o globale
  9. Cessione indisponibile
  10. Cassette di sicurezza
  11. Depositi chiusi
  12. Contratti derivati
  13. Carte di credito e di debito
  14. Garanzie
  15. Crediti
  16. Finanziamenti
  17. Fondi pensione
  18. Patto compensativo
  19. Finanziamento in pool
  20. Partecipazione
  21. Prodotti finanziari emessi da imprese di assicurazione
  22. Acquisto e vendita di oro da investimento
  23. Operazione extra-conto

Conti correnti: rimedi ai controlli

Dinanzi alla vastità dei controlli derivanti dalla creazione dell'Anagrafe dei conti correnti bancari o postali, è possibile non far suonare il campanello di allarme del Fisco con alcune accortezze. Come evitare di fare prelievi troppo elevati dal conto e spendere quei soldi in un bene che non si fa fatica a mantenere. Oppure archiviare la documentazione sulle somme prelevate dal conto, preziosa a distanza di tempo. Nel caso di prelievo di somme più elevate del solito ovvero di alcune migliaia di euro, per un prestito o una donazione, meglio fare una scrittura privata con tanto di data per giustificare il movimento. Anche perché se qualcuno viene scovato a prelevare liquidità oltre la soglia consentita, va incontro a una sanzione amministrativa dall'1% al 40% della somma trasferita.

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